A TALK WITH GORKA OZTOPO

 
Giorgio Barrera: Out of curiosity.... how many pictures did you use for the triptic?
Gorka Oztopo: Well I can’t say precisely. Five thousand all together. Maybe a little bit less.


GB: Where did you gather all these images?
GO: Some belong to my digital archive, some others have been downloaded from the internet, some others have been made on purpose.


GB: So it is a mix of different sources....is this a collage?
GO: It is a collage. Many artists use the web as an infinite source of contents be they images, videos, texts. This way of working is kind of trendy... curators and artists claim the innovation of these photographic images
created or made without cameras.....to me it’s a remaking of Moholy Nagy work, it’s a re-appropriation of ready made and post-modern practices. New technologies, old concepts.... It probably means these subjects are still present in our time.


GB: Don’t you feel this work is a little bit decorative?
GO: My art works claim to be useful. What belong to the decorative world usually is not. What could be considered decorative in this work turns to be useful when the spectator gets caught, stuck and hypnotized in front of textures and colors. In this sense these tableaux are not decorative but they show elements that can be considered decorations.


GB: When I found myself in front of these enormous installation I felt weak. Is this one of the “effects” you wished?
GO: In my intentions the spectator should feel a sort of prostration and adoration towards the amount of images in front him/her. He should feel invaded, lighten, and possessed. According to Lacan the Big Other is somewhat similar to God.


GB: Symbolic, Real and Imaginary are the Lacanian three orders that compose the Big Other. The water on the floor is necessary for mixing and confusing the three orders and, at the same time, to let the viewers be the performers of this operation......
GO: Exactly......people, spectators are the healthy carrier of the Big Other’s symptom: Therefore are parts of it...the water on the floor, amplifying the space, leads the unconcious viewer into a fictitious world. Tableau on the left represents the symbolic. It is a reworking of the Jewish tree of life, it is conceived upon its structure and symbolizes the impervious rising to knowledge and spirituality.The central tableau represents the real, two figures reminding of Adam and Eve face an imposing and massive accumulation of images related to conflicts and persecutions. Tableau on the right represents the imaginary, the field of imagination. It was originally titled “the prayer” as it wishes to depict a mystic desire, a hope.

 

GB: Indeed, what is the Big Other to you?
GO: To me, the Big Other is similar to the Parmenides doctrine of the “ONE”. It is inside Guy Debord invention of “The Society of Spectacle”. It could be the Matrix or a Social Network. It could be anything that shows a certain movement and change, generates illusions and can always be thought and spoken of.


GB: As you hinted Lacanian’s three orders intersection reveal a symptom. Speaking general a symptom is a message a cipher that concerns people’s intimacy. what is the role of the symptom?
GO: Well as I said people are the symptoms as the Big Other is made of people. If you compare the three orders with the conceptual invention of the Christian Trinity you easily realize that none of the three persons can be fully grasped outside the relationship with the other two. So basically the elusiveness of the Real stands in this plot. The symptom is the only possibility to perceive the real.


GB: You often said that the path to reach the tableaux’s set is important as the installation....
GO: Well, when you make an effort to achieve something you feel corroborated. ...walking along the path helps to provide - further - expectations. The sounds you hear while you’re walking towards the Big Other’s room are there for the same reason and also to create a predisposition to perceive the Big Other as an Entity.
Something powerful that demands respect.

The  real

The  symbolic

The  Imaginary

UNA CONVERSAZIONE CON GORKA OZTOPO


Giorgio Barrera: la prima domanda è una curiosità. Quante immagini hai utilizzato per il trittico?
Gorka Oztopo: Non lo so precisamente. Direi cinquemila, in tutto. Forse un po’ meno.

 

GB: Da dove hai preso tutte queste immagini?
GO: Alcune appartengono al mio archivio digitale, Altre sono state scaricate da Internet, alcune altre sono state realizzate di proposito.

 

GB: E’ quindi un mix di fonti diverse .... è un collage?
GO: E’ un collage. Molti artisti utilizzano il web come una fonte inesauribile di contenuti siano queste immagini, video, testi. E’ come una tendenza del momento ... curatori e artisti sostengono l’innovazione di queste immagini fotografiche create o fatte senza l’uso di strumenti ottici di ripresa ..... per quanto mi riguarda è una sorta di rifacimento del lavoro di Moholy Nagy. E’ una ri-appropriazione di ready made è una delle pratiche post-moderne. Nuove tecnologie, vecchi concetti .... significa che probabilmente queste tematiche sono ancora presenti nel nostro tempo.

 

GB: Non ti pare che questo lavoro possa risultare decorativo?
GO: Le mie opere d’arte intendono essere utili, quanto appartiene al mondo del decorativo di solito non lo è. Ciò che è decorativo diventa utile in questa installazione nel momento in cui textures e colori riescono a catturare, immobilizzare, ipnotizzare lo spettatore. In questo senso questi tableaux non sono decorativi ma mostrano elementi che possono essere considerate decorazioni.

 

GB: Quando mi sono trovato di fronte a questa enorme installazione mi sono sentito come impotente, debole. E’ questo uno degli “effetti” che ricerchi?
GO: Nelle mie intenzioni lo spettatore deve sentire una sorta di prostrazione e di adorazione verso la quantità di immagini di fronte a lui/lei. Deve sentirsi invaso, illuminato e posseduto. Secondo Lacan il Grande Altro è simile all’idea che si ha di Dio.

 

GB: Simbolico, reale e immaginario sono i tre ordini Lacaniani che compongono il Grande Altro. L’acqua sul pavimento è necessaria per mescolare e confondere i tre ordini e, allo stesso tempo, per fare si che gli spettatori siano gli esecutori stessi di questa operazione ......
GO: Esattamente ...... le persone, gli spettatori sono i portatori sani del sintomo del Grande Altro, quindi sono parti di esso ... l’acqua sul pavimento, amplificando lo spazio, conduce lo spettatore inconsapevole in un mondo fittizio. Il Tableau a sinistra rappresenta il simbolico. Si tratta di una rielaborazione dell’albero Sefirotico, è concepito sulla sua struttura e simboleggia l’impervia salita alla conoscenza e alla spiritualità.The tableau centrale rappresenta il reale. Due figure che ricordano Adamo ed Eva stanno di fronte un accumulo imponente e massiccio di immagini di conflitti e persecuzioni. Il Tableau a destra rappresenta l’immaginario, il campo della fantasia. Originariamente intitolato “the prayer”, vuole descrivere un desiderio mistico, una speranza.

 

GB.: Cosa significa il Grande Altro per te?
GO: Il Grande Altro è insito nella dottrina Parmenidea dell’ “UNO”.
E’ presente all’interno dell’invenzione de “La Società dello Spettacolo” di Guy Debord. Potrebbe essere la Matrix o un Social Network. Potrebbe essere qualsiasi cosa che dimostra un certo movimento e cambiamento, qualcosa che genera illusioni e che desidera che di lui si pensi e parli.

 

GB: Come accennato, l’intersezione dei tre ordini lacaniani rivelano un sintomo. Parlando in generale un sintomo è un messaggio, una cifra che riguarda l’intimità delle persone. Qual è il ruolo del sintomo?
GO: Le persone sono i sintomi così come il Grande Altro è fatto di persone. Se si confrontano i tre ordini con l’invenzione concettuale della Trinità Cristiana è facile rendersi conto che nessuna delle tre persone può essere pienamente compresa al di fuori del rapporto con gli altri due. Sostanzialmente l’inafferrabilità del reale si trova in questa “sceneggiatura”. Il sintomo è l’unica possibilità di percepire il reale.

 

GB: Dici spesso che il percorso per raggiungere l’installazione è importante quanto l’installazione stessa ....
GO: Quando si fa uno sforzo per raggiungere qualcosa ti senti soddisfatto. ...percorrere il percorso contribuisce a fornire - ulteriori - aspettative. I suoni che si sentono mentre si sta camminando verso la sala del Grande Altro sono lì per lo stesso motivo ma anche per creare una predisposizione a percepire il Grande Altro come una entità: Qualcosa di potente che esige rispetto.

 

The  BIG OTHER