Dal 2013, spesso, vado a lavorare al Memoriale Enrico Mattei. Il memoriale, realizzato dal paesaggista Pietro Porcinai nel 1963, fu approntato per commemorare il fondatore e primo presidente dell’ENI che morì mentre rientrava a Milano sul suo aereo personale nei cieli di Bascapè, una località fra Milano e Pavia. Il lavoro è realizzato quasi esclusivamente all’interno del Memoriale, meraviglioso luogo di storia e di memoria. Uno spazio quadrato recinto da alberi e siepi. 

Ho creato un’inchiesta iconografica che reintroducesse nel presente la figura di un uomo la cui immagine era stata come sottratta alla storia. Per rendere omaggio alla visionarietà di Mattei queste fotografie sono state realizzate con una tecnica ancora mai sperimentata.

Questo lavoro è una ricostruzione variegata sulla memoria di un personaggio diretta a risemantizzarne la figura. Risegnalarla e risignificarla poeticamente per mezzo di una nuova, più giusta, e a mio avviso anche più reale, iconografia. 

2013 - in progress

MEM 

Memorial Enrico Mattei

Cinque secondi

 

Due

sei

quattro

sei

sei

sei

 

Junia aveva un diario

 

quattro

quattro

quattro

quattro

 

5000 pagine,

4000 piedi,

3500 metri,

614 testimoni,

 

in cinque secondi fummo sommersi

per sempre

dal silenzio e dal buio

 

Si, Junia teneva un diario

un diario

che qualcuno temeva

 

350 immagini,

13 faldoni, 12 consulenze tecniche,

e un’auto scura,

grande

 

Chi pesta la la testa al serpente?

gli occhi pieni di nebbia,

 

Junia,

Junia, lei aveva un diario

non c’è più

non è più in vita

 

E’ forse il papa nero

il comandante della grande balena bianca?

 

Cinque secondi

Cinque secondi

e fummo sommersi

dal silenzio e dal buio più inquieti

 

Pioveva sui vetri

sui tetti

sorrisi e lacrime nelle stanze

Hotel Eden, all’appartamento 301

Cinque secondi

un diario