The title of this project wants to allege both the loss of innocence of images and the loss of innocence, and also the loss of hope, of those who, after World War II, believed in the shaping a new world.

I've been downloading several images that describe events that occured during that period.

In Italy that period was given many different names such as “Strategy of Tension” or “Years of Lead” and others.

Weapons, threatens, bombings, massacres, unsafety, uncertainty, politcal impeachments, murders.... all of this in name of freedom and consumption. The result was to create fear and also distance and separation from the social aspects of life.

I coloured these photographs to make them actual, still alive. And in a way, like a scar, they are.

Of course this work is about post-modern appropriation and probably these retouched images (history has been retouched so many times) may present kind of an archetype of what we are able to see in a war photographic report, even if, at that time, no wars were fought.

The aim of this research is to underline that those images do show something that happened in real life. They aren't just memories: they still are events, facts. These facts are the premises and the causes of what people of my age have inherited. These unpredictable, unthinkable, obscure events that blemished, marked and scared and still scar almost an entire unconcious generation.

When I crashed into these images I felt a regurgitation. A vague remembrance started to climb up from my bowels. The memories weren't located only in my brain but all over inside my body. Those images have never been digested.

They still wanted, needed and also strive for being helpful: they had not yet lost their will to communicate and to be shown again, becuase, in a nutshell, they still belong to our dayly life, to our present.

These are the headlines I picked to conceive this project:

loss of innocence, power, decoration, the end of piety, black holes, how can histoy be photographed?, suspect is truth's fareroom, memory's celebration is entertainement....

 

Readings
Questo progetto è un’inchiesta iconografica e testuale di un periodo a cui sono stati dati differenti appellativi: Anni di Piombo, Strategia della Tensione sono i più noti. Lo storiografo di oggi che studia la Storia Contemporanea
è il primo che può avvalersi di supporti che la storiografia precedente non aveva a disposizione. Non così massivamente, non così capillarmente.
La fotografia è uno di questi mezzi.
Le immagini scattate durante quegli anni sono perlopiù realizzate in bianco e nero. Il bianco e nero dona all’immagine fotografica un’astrazione che contrasta con la precisione di restituzione del reale che è tipica di una fotografia. Ad esempio, la fotografia di Aldo Moro rapito dalle BR con dietro il drappo e il simbolo del gruppo brigatista è in bianco e nero. Ma quella bandiera nell’immaginario di tutti è sempre stata rossa.
Il colore intende avvicinare al reale e al presente gli avvenimenti di un periodo storico che essendo prossimo e allo stesso tempo distante dall’attuale, rimane in un limbo temporale. Avvolto e sospeso. Troppo giovane per essere storia, già distante per essere presente. Qualcuno dice che un accadimento diventa Storia quando non vi è più la possibilità che venga raccontato oralmente da un superstite o da un testimone.
“La Perdita dell’Innocenza” si è sviluppato tramite una ricerca di materiale scaricata dalla rete, da un editing e dalla successiva colorazione delle immagini avvenuta dopo aver esaminato i cromatismi dell’epoca attraverso i film dello stesso periodo e dall’inserimento nelle prime pagine dei quotidiani di fotografie da me scattate dal 1997 al 2002. Vi sono diversi piani di lettura. Il fine è quello di creare dei ponti temporali per mezzo dell’attualizzazione delle immagini attraverso la loro colorazione e l’inserimento di immagini che rappresentano la nostra quotidianità. Anche i testi che raccontano i fatti avvenuti con le parole sono di recente stesura, riportano fra l’altro notizie dei ventennali o anche trentennali processi posti in essere per individuare i colpevoli e fare luce sui mandanti degli omicidi e delle stragi. I testi sono volutamente talvolta in Inglese e in Italiano senza una precisa motivazione.
Per me queste immagini rappresentano delle cicatrici: indelebili, permanenti. Quelle immagini non riescono ancora a rimndare a dei ricordi: sono invece e ancora la dimostrazione della persistenza di un evento passato nel presente: respirano, ci toccano. Quando mi ci sono imbattuto ho avuto la sensazione che stessero lottando, lottando per essere ancora utili, per essere viste e vissute ancora, perché, anche se storicizzate, mostrano una guerra intestina che ha stabilito le regole del quotidiano che adesso viviamo.
Il titolo si riferisce a una vera propria vanificazione dell’innocenza o se vogliamo all’inizio della scomparsa dell’ingenuità diffusa nella popolazione. In effetti qui la perdita dell’innocenza si riferisce alla scoperta che ciò che ci circonda è brutale e violento, è il frutto di intrighi internazionali, di spionaggio, di poteri occulti. Così la bandiera della libertà e del benessere consumistico mossa dalla crescita da nuovi interessi economici scopre e
cela dei buchi neri, voragini di incertezza e di paura: inizia a macchiarsi di sangue rivelando che tale ferocia non è nemmeno collegabile a dei veri e propri ideali. Ma non è solo questo a rendere terribili questi anni.
Successivamente la lunghezza dei processi, i colpevoli mai trovati rincara la dose: la legge non funziona. Omicidi e suicidi. La credibilità nelle istituzioni vacilla. L’operato della classe politica è viziata da interessi personali. Servizi segreti deviati. Mafia, Massoneria. Scetticismo, sospetti e paura hanno così reso consistenti la distanza e la separazione delle persone dagli aspetti sociali e politici della collettività dalla nostra esistenza di cittadini. Secondo alcuni le fotografie ai nostri giorni hanno perso il loro ruolo originario di riportare o di dare ai fatti riportati una forma visiva emozionale. In realtà la fotografia
di adesso ricopre forse più un ruolo di “attestazione”, e di “conferma” di ciò che è già stato mostrato dalla diretta televisiva o dallo streaming. E, forse, l’idea di una fotografia documentaria che viene comunque percepita come uno scenario, un palco in cui l’immagine tende a ovviare la (reale) nozione di ciò che è reale non è cosa così astrusa. Le foto di quegli anni rimangono un monito, una preghiera e sono le prime “attestazioni” fotografiche della Storia Italiana.

 
« Ed ora le nostre labbra, chiuse come da un enorme ostacolo simile alla grossa pietra rotolata all’ingresso del sepolcro di Cristo, vogliono aprirsi ad esprimere il
“de profundis”, il grido, il pianto, dell’ineffabile dolore con cui la tragedia presente soffoca la nostra voce.
Signore, ascoltaci, e chi può ascoltare il nostro lamento?...
se non ancora Tu, o Dio della vita e della morte, Tu,
non hai esaudito la nostra supplica per la incolumità
di Aldo Moro, di quest’uomo buono, mite, saggio, innocente
ed amico… Fa o Dio, Padre di misericordia, che non sia interrotta la comunione che pur nelle tenebre della morte ancora intercede tra i defunti da questa esistenza temporale e noi tutt’ora viventi in questa giornata, di un sole che inesorabilmente tramonta, non è vano il programma del nostro essere di redenti; la nostra carne risorgerà! la nostra vita sarà eterna! Noi, Aldo, e tutti i viventi in Cristo, beati nell’infinito Iddio, li rivedremo. Signore ascoltaci. E intanto, o Signore, fa, che placato dalla virtù della tua croce, il nostro cuore sappia perdonare l’oltraggio ingiusto e mortale inflitto a quest’uomo carissimo e a quelli che han subito la medesima sorte crudele. Signore ascoltaci! »
(Omelia di Paolo VI durante la messa in suffragio di Aldo Moroin San Giovanni in Laterano, 13 maggio 1978)

August 1980 Bologna bombing
The Bologna massacre (Italian: Strage di Bologna) was a terrorist bombing of the Central Station at Bologna, Italy, on the morning of 2 August 1980, which killed 85 people and wounded more than 200. The attack has been attributed to the neo-fascist terrorist organization, Nuclei Armati
Rivoluzionari. At 10:25 a.m., a timed improvised explosive device (IED) contained in an unattended suitcase detonated inside an air-conditioned waiting room, which, the month being August (and with air conditioning being uncommon in Italy at the time), was crammed full of people. The IED was made of TNT, T4 and a “Compound B”, also known as Composition B. The explosion destroyed most of the main building and hit the Ancona-Chiasso train that was waiting at the first platform. The blast was heard for miles. The roof of the waiting room collapsed onto the passengers, which greatly increased the total number killed in the terrorist attack. On that summer Saturday the station was full of tourists
and the city was unprepared for such a massive incident. There were not enough ambulances, so buses and taxis were used to transport wounded victims to hospitals. The attack was recorded as the worst atrocity in Italy since World War.


The next day, police investigators found metal fragments and scraps of plastics near the source of the explosion. The Italian Government led by Prime Minister Francesco Cossiga first assumed the explosion to have been caused by an accident, but within a short time the NAR were shown to be responsible for the terrorist attack. Later, in a special session to the Senate, Cossiga supported the theor that neofascists were behind the attack, “unlike leftist terrorism, which strikes at the heart of the state through its representatives, black terrorism prefers the massacre because it promotes panic and impulsive reactions.” A long, troubled and controversial court case and political issue ensued. The relatives of the victims formed an association (Associazione dei familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980) to raise and maintain civil awareness about the case. General Pietro Musumeci, n°2 of SISMI and revealed in 1981 to be a member of Propaganda Due (P2), was charged with having created falsified evidence to charge Roberto Fiore and Gabriele Andinolfi, two leaders of Terza Posizione who had fled in exile to London, of the bombing. Both Terza Posizione leaders claimed that Musumeci was trying to divert attention from Licio Gelli, head of P2. A trial involving 20 suspects was initiated in 1987. In July 1988, four neo-fascists received life terms for the bombing: Valerio Fioravanti (23 at the time of the blast), his wife Francesca Mambro (born in 1960), Massimiliano Fachini and Sergio Picciafuoco. They also received sentences for belonging to an armed group, as well as Paolo Signorelli and Roberto Rinani, who were absolved of the charge for carrying out the attack. Licio Gelli, leader of the masonic P2 lodge, as well as three others, Francesco Pazienza, Pietro Musumeci and Giuseppe Belmonte, received sentences for slandering the investigation. Stefano Delle Chiaie, who was arrested in and extradited from Venezuela a year earlier, was absolved from the charge of subversive association. Two years later, in July 1990, an appeals court cancelled the convictions of the defendants Valerio Fioravanti; his wife, Francesca Mambro; Massimiliano Fachini; and Sergio Picciafuoco, as well as the slander convictions of Gelli and Pazienza. A retrial was ordered in October 1993. On 23 November 1995, the Court of Cassation (Corte di Cassazione) issued the final sentence: Confirmation of life imprisonment to the neo-fascists Valerio Fioravanti and Francesca Mambro, members of the Nuclei Armati Rivoluzionari (NAR) —who have always maintained their innocence—for executing the attack. Sentence for investigation diversion to Licio Gelli (headmaster of P2), Francesco Pazienza and to SISMI officers Pietro Musumeci and Giuseppe Belmonte . In April 1998, the former fascist Francesca Mambro was authorized to leave her prison during the day, and carried out activities against the death penalty in the headquarters of the Radical Party. To date those responsible for the attack and their political motives remain unknown. Some suspected that the Operation Gladio network had been at least partially involved. In 2004, Luigi Ciavardini, who had been a 17-year-old NARmember associated closely with the Terza Posizione at the time of the Bologna massacre, received a 30-year prison sentence for his role in the attack, which was upheld by the Court of Cassation in April 2007. Freed by the Italian justice until the sentence of the Court of the Cassation, Ciavardini had been imprisoned in October 2006, after being arrested following the armed robbery of the Banca Unicredito di Roma on 15 September 2005. Ciavardini was also charged with the assassination of on 28 May 1980, and the assassination of judge Mario Amato in June 1980. Following the 2006 arrest of former Argentine Triple A member Rodolfo Almiròn, Spanish lawyer José Angel Pérez Nievas declared that it was “probable that Almirón participated — along with Stefano Delle Chiaie and Augusto Cauchi — in the 1980 bombing in Bologna’s train station.” But the Argentine Supreme Court refused in 1998 to extradite Canchi to Italy. In 2008, former Prime Minister Francesco Cossiga, still throwing red herrings after 30 years from the facts (he maintained that the explosion was ‘an accident’ until proven wrong at the time of the attack) alleged that PLO-affiliated terrorists from George Habash’s Popular Front for the Liberation of Palestine were responsible for the bombing, however the PFLP has denied responsibility.
2 August is designated in Italy as a memorial day for all terrorist massacres. The municipality of Bologna together with the Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 hold an annual international composition competition, which culminates with a concert in the town’s main square, Piazza Maggiore. The area of the station where the bomb detonated has been reconstructed, but, as a memorial to the attack, the flooring has been kept in the same condition, and a deep crack in the main wall has been left as is. Moreover, the station main clock is forever stopped at 10:25, the exact time of the explosion.

 

List of victims and their age
Antonella Ceci, 19

Angela Marino, 23

Leo Luca Marino, 24

Domenica Marino, 26

Errica Frigerio, 57
Vito Diomede Fresa, 62

Cesare Francesco

Diomede Fresa, 14

Anna Maria Bosio, 28

Carlo Mauri, 32

Luca Mauri, 6

Eckhardt Mader, 14

Margret Rohrs, 39

Kai Mader, 8

Sonia Burri, 7

Patrizia Messineo, 18

Silvana Serravalli, 34

Manuela Gallon, 11

Natalia Agostini, 40

Marina Antonella Trolese, 16

Anna Maria Salvagnini, 51

Roberto De Marchi, 21

Elisabetta Manea , 60

Eleonora Geraci, 46

Vittorio Vaccaro, 24

Velia Carli, 50

Salvatore Lauro, 57

Paolo Zecchi, 23

Viviana Bugamelli, 23
Catherine Helen Mitchell, 2

John Andrew Kolpinski, 22
Angela Fresu, 3
Maria Fresu, 24
Loredana Molina, 44
Angelica Tarsi, 72
Katia Bertasi, 34
Mirella Fornasari, 36
Euridia Bergianti, 49
Nilla Natali, 25
Franca Dall’Olio, 20
Rita Verde, 23
Flavia Casadei, 18
Giuseppe Patruno, 18
Rossella Marceddu, 19
Davide Caprioli, 20
Vito Ales, 20
Iwao Sekiguchi, 20
Brigitte Drouhard, 21
Roberto Procelli, 21
Mauro Alganon, 22
Maria Angela Marangon, 22
Verdiana Bivona, 22
Francisco Gómez Martínez, 23
Mauro Di Vittorio, 24
Sergio Secci, 24
Roberto Gaiola, 25
Angelo Priore, 26
Onofrio Zappalà, 27
Pio Carmine Remollino, 31
Gaetano Roda, 31
Antonino Di Paola, 32
Mirco Castellaro, 33
Nazzareno Basso, 33
Vincenzo Petteni, 34
Salvatore Seminara, 34
Carla Gozzi, 36
Umberto Lugli, 38
Fausto Venturi, 38
Argeo Bonora, 42
Francesco Betti, 44
Mario Sica, 44
Pier Francesco Laurenti, 44
Paolino Bianchi, 50
Vincenzina Sala, 50
Berta Ebner, 50
Vincenzo Lanconelli, 51
Lina Ferretti, 53
Romeo Ruozi, 54
Amorveno Marzagalli, 54
Antonio Francesco Lascala, 56
Rosina Barbaro, 58
Irene Breton, 61
Pietro Galassi, 66
Lidia Olla, 67
Maria Idria Avati, 80
Antonio Montanari, 86

transponder - Ustica

 

18:44:08Z IH870: «Roma, la 870.»
Roma: «IH870 per Ponza, 127,35.»
IH870: «127,35. Grazie, buonasera.»
18:44:44Z
IH870: «È la 870, buonasera Roma.»
Roma: «Buonasera 870. Mantenga 290 e richiamerà 13 Alfa.»
IH870: «Sì, senta: neanche Ponza funziona?»
Roma: «Prego?»
IH870: «Abbiamo trovato un cimitero stasera venendo... da Firenze in poi praticamente non ne abbiamo trovata una funzionante.»
Roma: «Eh sì, in effetti è un po’ tutto fuori, compreso Ponza. Lei quanto ha in prua ora?»
IH870: «Manteniamo 195.»
Roma: «195. Si, va bene. Mantenga 195, andrà un po’ più giù di Ponza di qualche miglio.»
IH870: «Bene, grazie.»
Roma: «E comunque 195 potrà mantenerlo, io penso, ancora un 20 miglia, non di più perché c’è molto vento da ovest. Al suo livello dovrebbe essere di circa 100-120 nodi l’intensità.»
IH870: «Eh sì, in effetti sì, abbiamo fatto qualche calcolo, dovrebbe essere qualcosa del genere.»
Roma: «Ecco, non lo so, se vuole continuare con questa prua altrimenti accosti a destra anche un 15- 20 gradi.»
IH870: «Ok. Mettiamo per 210.»
18:46:31Z
IH870: «È la 870, è possibile avere un 250 di livello?»
Roma: «Sì, affermativo. Può scendere anche adesso.»
IH870: «Grazie, lasciamo 290.»
18:50:45Z
Roma: «L’Itavia 870 diciamo ha lasciato Ponza 3 miglia sulla destra, quindi, quasi quasi, va bene perPalermo così.»
IH870: «Molto gentile, grazie. Siamo prossimi a 250.»
Roma: «Perfetto. In ogni caso ci avverta appena riceve Palermo.»
IH870: «Sì, Papa-Alfa-Lima lo abbiamo già inserito, va bene e abbiamo il DME di Ponza.»
Roma: «Perfetto. Allora normale navigazione per Palermo, mantenga 250, richiamerà sull’Alfa.»
IH870: «Benissimo, grazie.»
18:56:00Z
IH870: «È sull’Alfa la 870.»
Roma: «Eh sì, affermativo. Leggermente spostato sulla destra, diciamo 4 miglia e comunque il radar termina. 28,8 per ulteriori.»
IH870: «Grazie di tutto, buonasera.»
Roma: «Buonasera a lei.»
18:56:54Z
IH870: «Roma, buonasera. È l’IH870.»
Roma: «Buonasera IH870, avanti.»
IH870: «115 miglia per Papa-Alfa... per Papa-Romeo-Sierra, scusate. Mantiene 250.»
Roma: «Ricevuto IH870. E può darci uno stimato per Raisi?»
IH870: «Sì: Raisi lo stimiamo per gli uno-tre.»
Roma: «870 ricevuto. Autorizzati a Raisi VOR. Nessun ritardo è previsto, ci richiami per la discesa.»
IH870: «A Raisi nessun ritardo, chiameremo per la discesa, 870.»
Roma: «È corretto.»
18:59:45Z - ultimo segnale del transponder

11

Kidnapped, March 16, 1978
On March 16, 1978, Moro was kidnapped, after the murder of his five bodyguards, on Via Fani, a street in Rome, by a militant communist group known as the Red Brigades led by Mario Moretti.

At the time, all of the founding members of the Red Brigades were in jail, and the group that kidnapped Moro is therefore known as the “Second Red Brigades.” Moro was kidnapped on his way to a session of the House of Representatives, where a discussion was supposed to take place regarding a vote of confidence in a new government led by Giulio Andreotti (DC) and with, for the first time, the support of the Communist Party. It was the first implementation of Moro’s strategic vision as defined by the Compromesso storico (historic compromise). In the following days, trade unions called for a general strike, while security forces made hundreds of raids in Rome, Milan, Turin and other cities searching for Moro’s location. Held for two months, he was allowed to send letters to his family and politicians.


The government refused to negotiate, despite demands by family, friends and Pope Paul VI. In fact,
Paul VI “offered himself in exchange … for Aldo Moro …” During the investigation of Moro’s kidnapping, General Carlo Alberto Dalla Chiesa reportedly responded to a member of the security services who suggested torture against a suspect, “Italy can survive the loss of Aldo Moro. It would not survive the introduction of torture.” The Red Brigades initiated a secret trial. Moro was found guilty and sentenced to death. They then sent demands to the Italian authorities, which stated that unless 16 Red Guard prisoners were released, Moro would be executed. The Italian authorities responded with a manhunt. After 54 days of detention, Moro was murdered in or near Rome on May 9. His body was found later that day in a parked car, left with apparent symbolism, between the headquarters of the DC and the PCI on Rome’s Via Caetani. He had been shot in the chest 11 times.

45° 27’ 47.83” N - 

44° 12’ 56.44” N - 

41° 44’ 28.08” N - 

41° 53’ 41.77” N - 

41° 54’ 24.51” N -

44° 30’ 21.27” N - 

38° 42’ 06.48” N -

38° 11’ 21.13” N -

- 09° 11’ 38.63” E
- 11° 14’ 03.44” E
- 12° 15’ 19.55” E
- 12° 28’ 41.91” E
- 12° 27’ 59.63” E
- 11° 20’ 34.59” E
- 13° 10’ 47.29” E
- 13° 15’ 01.79” E

milano - san benedetto val di lambro - lido di ostia - roma - roma ustica - bologna - palermo

Loss of Innocence