Living Postacards
2002 - 2005

Cartoline Viventi

 

Cartoline Viventi è un lavoro che raccoglie una serie di riprese in Mini DV realizzate su e giù per l’Italia che ha il fine di investigare il paesaggio sia urbano che campestre e che vuole essere allo stesso tempo un invito alla riflessione sul visibile, sul presente, sull’accadere.

Prima di addentrarmi nella presentazione occorre dire che Il lavoro prende la sua forza con l’installazione che è stata pensata per rendere fruibile il lavoro e che in un certo modo lo completa.

L’installazione che ho pensato prevede la costruzione di in certo numero di “monocinema”. (allego un disegno). Ogni video, cioè, è esposto, retroproiettato in una “saletta” completamente buia che può ospitare un solo spettatore. Un unico spettatore per cercare di ottenere fra lo spettatore e la realtà proiettata un rapporto diretto senza intermediari.

Completamente al buio perché al buio, e soprattutto quando si è da soli, diminuiscono gli schemi inibitori.

Questa fruizione personale della registrazione di una realtà resa presente l’ho assimilata alla percezione che si poteva avere stando all’interno di una camera oscura dove, immersi in un luogo reale si poteva osservare una scena di questo reale in cui il mezzo ottico era posto ed all’interno del quale era possibile osservare una realtà “ritagliata”.

L’introduzione della camera oscura ha sicuramente modificato la percezione della visione umana. Al momento della sua introduzione era un sistema di visione vera, credibile ma soprattutto era una nuova valutazione di esperienza visuale. Diventò anche uno forma di intrattenimento di massa.

In ogni caso rimane certo che, come altri mezzi visivi, mette in funzione una differente organizzazione della rappresentazione e modifica la relazione fra l’osservatore e il visibile. Una delle cose più interessanti per me è che la camera oscura a questo punto “apre la porta” alla constatazione che, in essa, si può contemplare o forse meglio osservare un oggetto, ovvero una realtà proiettata (che nella mia idea di installazione è la ripresa cinematografica ad inquadratura fissa di un “pezzo” di realtà, di presente) pertanto è con essa che la percezione visuale si distacca, per così dire, dall’occhio affidandosi ad uno strumento. Con questa installazione si ottiene, si genera una camera oscura “contemporanea” dove la realtà è già data perché presente su un supporto di registrazione.

L’immagine che proietto all’interno del monocinema è un’immagine che è sufficiente a sé stessa: è la descrizione plastica di uno spazio in movimento. Nelle riprese non succede niente di particolare nel senso che non vi sono accadimenti che sorprendono lo spettatore. Ad ogni modo qualcosa di “banale” accade. Il passaggio di uccelli, un cane che corre, l’arrivo di una nuvola, persone che camminano, un pullman che parte…..

E’ necessario sottolineare come il momento in cui si entra nella saletta è molto importante perché la azione che si svolge o l’accadimento o gli accadimenti che avvengono durante le proiezioni potrebbero passare inosservati allo spettatore che entra dopo che questi siano avvenuti così come se questi non dovesse restare all’interno del monocinema per il tempo necessario. Ed inoltre, quanto a lungo, quanta attenzione è un uomo in grado di dedicare ad osservare una immagine proiettata prima che la mente sia distolta da altri avvenimenti che destinino l’attenzione altrove e che non appartangano ad un immaginario personale o appartenente alla memoria?

La concomitanza dello svolgimento delle proiezioni e la possibilità che lo spettatore si possa trasferire da un monocinema all’altro implica tre eventi possibili:

che lo spettatore si possa “montare” una storia o delle impressioni proprie e personali a seconda di quanto rimarrà in ogni monocinema e di quanti monocinema sarà portato a visitare;

che lo spettatore avendo avuto una esperienza “privata” con il video (ma anche con quella realtà) possa essere portato a raccontare a qualcun altro ciò che ha visto.

che allo spettatore possa venir detto che in uno dei monocinema, ad esempio, è successo questo e quest’altro e che a egli venga la curiosità di ritornare all’interno di quel monocinema ed attendere l’evento comunicatogli; in questo modo si aiuterebbe la comunicazione fra gli spettatori.

 

Il lavoro può funzionare a partire da tre monocinema. Ma ovviamente, più sono i monocinema più interessante potrebbe essere il lavoro perché provocherebbe uno spostamento di persone nello spazio. Questo tipo di fruizione darebbe altresì la possibilità di creare un evento che è delimitato in uno spazio ma che in un certo modo incorporando diversi luoghi

Nella presentazione video sono inseriti una selezione dei video che realizzato e che sono proposti in una durata di 30 secondi ciascuno. La durata totale di ognuno è indicata all’inizio di ogni spezzone. La durata di ogni video è sempre diffrente e varia a seconda della mia soglia diciamo così di attenzione, e comunque fino a quando non mi annoio, o quando si verifica qualche elemento o accadimento che sopravviene e che ritengo di disturbo.

 

 

W. Dilthey: “se guardo fuori dalla finestra e percepisco un paesaggio, la luce della consapevolezza si potrebbe anche distribuire su tutto il paesaggio osservato ma se ad un certo punto dovessi focalizzarmi su un albero o addirittura un ramo in dettaglio quella consapevolezza (counsciosness) che avevo diretto verso l’intero paesaggio diminuisce”.

 

Cartesio: “la percezione o l’azione per la quale percepiamo non è una visione ma è solamente una ispezione della mente”.

 

 

 

 

 

 

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