"....abbiamo paura"
 

Dal 2004 al 2007 ho realizzato una ricognizione fotografica dei luoghi 'rurali' che furono teatro degli scontri delle guerre risorgimentali. L'analisi di questi luoghi di battaglia è una ricerca che ha una radice rappresentativa legata all'inquadramento dell'oggetto naturale, alla scena, al racconto, alla scrittura. Avevo focalizzato la mia attenzione sul paesaggio come espressione dell'interazione fra passato e presente e allo stesso tempo come contenitore di una  memoria collettiva.

Le immagini di questi luoghi di battaglia sono tutte vedute che vogliono porre lo spettatore di fronte alle inesistenti visioni contemporanee di un soldato o di un comandante immaginarii nelle quali insistono momenti di 'difficoltà' del vedere come ad esempio, la nebbia o il buio, così come barriere architettoniche di diverso tipo. Ostacoli del vedere come simboli sì dell'incertezza e del pericolo della battaglia, ma anche elementi simbolici naturali e del paesaggio che rendono (in)capaci di portare alla luce le memorie storiche sedimentate nel territorio e nascoste dai veli della quotidianità.

Il video, girato su alcuni campi di battaglia, prende spunto da una considerazione di Deleuze sul ciclo degli elementi degli Straub: 'Ciò che vediamo è unicamente la terra deserta, ma questa terra deserta è come carica di ciò che vi è sotto. Voi mi direte: 'che cosa c'è sotto, cosa ne sappiamo?' Beh, è proprio ciò di cui la voce ci parla........'.

Il video è stato realizzato nel 2010, mostra luoghi di battaglie che si sono svolte oltre 150 anni fa e riproduce testi che sono stati scritti a alla fine degli anni '70 e ai primi degli '80. Il fine è innescare circuiti mentali, spaziare, trovare relazioni, indagare, chiedere, capire, interrogare la memoria.
Ho scelto i testi di questo periodo storico perchè negli anni '70 gli italiani hanno iniziato a perdere l'innocenza: si è avuto probabilmente lo scontro più forte tra potere e popolo. Un potere nuovo e differente che si insediava in maniera innovativa ed autoritaria ha creato 'l'attuale'. I testi si mescolano ai suoni diventando incomprensibili perchè queste voci intellettuali spesso vengono sottaciute e relegate a un élite di persone. Il testo di Pasolini che come una litania dura per tutta la durata del video si intitola 'Perchè il processo' ed è un articolo che fu pubblicato il 28 settembre del 1975 sul Corriere della Sera.
Il video non avendo una narrazione precisamente definibile vuole appositamente rimanere sulla sottile demarcazione fra ciò che è un racconto e ciò che è uno dei caratteri propri della video art, ovvero la messa in discussione della posizione dello spettatore. Tale scelta va a sottolineare gli intenti dell'opera che sovrapponendo momenti storici  e piccoli avvenimenti vuole trasmettere quel senso di rimozione - direi quasi di forclusione - della storia anche recente.

2010
From 2004 to 2007 I made a photographic reconnaissance of the 'rural' sites that were the scene of fighting of the Risorgimental wars. The analysis of these battle sites is a quest that has his roots in the  representation of the examination of the natural object, the scene, the story, the writing. I focused my attention on the landscape as an expression of the interaction between past and present and at the same time as the container of a  collective memory.

The images of these places of battle are all views that want to put the viewer in the face of non-existent contemporary visions of a soldier of a 
imaginary commander  in which  moments of 'difficulty' of seeing as, for example, fog or darkness, so as architectural barriers of different types insist. Obstacles of seeing as symbols of the uncertainty and of the danger of battle, but also natural and symbolic elements of the landscape that make (in) capable of bringing to light the historical memories settled in the territory and hidden by veils of everyday life.

The video, shot on a few battlefields, takes its cue from a consideration of Deleuze on the cycle of the elements of the Straub: 'What we see is only the desert land, but this  desert land is like loaded of what is below. You will say: 'what's underneath, what do we know?' Well, it's just what the voice speaks to us ........ '.

The video was made in 2010, it shows places of battles that took place over 150 years ago and reproduces texts that were written in the late '70s and early '80s. The aim is to trigger mental circuits, space, find relationships, investigate, ask, understand, interrogate the memory.
I chose texts of this historic period because in the '70s, Italians have started to lose their innocence: probably the strongest clash between power and  citizens took place. A new and different power in an innovative and authoritative way  created 'the present'. Texts mixed with  sounds becoming unintelligible obscure because these intellectuals voices are often unmentioned and relegated to an élite of people. The text of Pasolini as a litany that lasts for the entire duration of the video is titled 'Why the process' and it is an article that was published on  September 28th, 1975 in the Corriere della Sera.
The Video doesn't have a  defined narrative  and wants to stay on the thin line between what reality is and also remark one of the characteristics of video art:  the questioning of the position of the viewer. This choice should be to emphasize the intent of the work that overlapping historical periods and small events wants to convey that sense of removal - I would almost say of foreclosure - of contemporary history.